mercoledì 22 dicembre 2010

Regali last minute...

Ecco, mancano 4 giorni a Natale. 
E ovviamente io non ho finito di preparare i regali. Come ogni anno.
Solitamente, però, in passato questo significava corse da strapparsi i capelli per i centri commerciali e nei negozi, insulti per parcheggiare, maledizioni perché "guarda quello come cavolo guida" e via dicendo. 
All'anima del Natale!

Da un po' di anni abbiamo deciso che bisogna cambiare, ogni anno si arrivava al giorno di Natale più nervosi di prima. Le feste ormai erano diventate solo ed esclusivamente uno stress.

E allora di cambia. E cosa si fa?

Si acquistano i regali mesi prima?
Io non ne sono capace, arrivo sempre all'ultimo minuto Bisogna anche imparare ad accettarsi.

Si fanno dei regali fai-da-te?
Esatto. 
Regali autoprodotti e autoincartati.
È facile, perché si scelgono solo cose che sono alla nostra portata.
È divertente, perché quando ti metti all'opera non smetteresti mail.
È sempre in tempo, perché in base a ciò che fai ci metti il tempo che ci devi mettere. Tanto se è un regalo laborioso, poco se si tratta di regalini.

E dove trovi le idee?
Internet.
Riviste.
Te le inventi.


Alcuni esempi?
Eccoli.


Preparato per cioccolata calda

Cosa serve (per 12 tazze circa):
- 200 g Cioccolato Fondente dal 55% al 65%
- 150 g Cacao Amaro in Polvere
- 70 g Zucchero di Canna
- 160 g Zucchero Semolato
- 250 g Fecola di Patate
- 1 Cucchiaio Cannella (facoltativo)

Come si fa:
Polverizzare nel mixer (con le lame) il cioccolato facendo attenzione a mixare a intermittenza altrimenti il cioccolato si scioglie. Potete mescolare insieme fin da questo momento lo zucchero, perché la sua grana rallenta il processo di scioglimento del cioccolato. In ogni caso, andateci cauti, ci mette un attimo a sciogliersi. Vi avviso che ci si mette un po' a fare questa parte.
...gli amici con il bimby sghignazzeranno, ma noi non li badiamo, noi "sappiamo fare" anche se non siamo automatizzati! Ah!



Mettete il cioccolato in un barattolo insieme a tutti gli altri ingredienti e mescolate bene. Questo è il preparato. A parte la prima fase dedicata al cioccolato, ci si sta veramente poco.
Mi raccomando conservatelo in un luogo fresco e asciutto, al caldo rischiate di trovare cioccolata concentrata...


Come prepara la cioccolata:
Per una tazza da 125 ml, fate sciogliere 1 cucchiaio e mezzo circa (però fate delle prove, c'è chi la vuole più densa e chi meno) con 125 ml di latte (vaccino, di soia, riso, ecc. io uso anche l'acqua semplice, viene più leggera, ma in assenza di latte e in presenza di tanta voglia...). Per evitare grumi fate sciogliere il preparato prima con un po' di latte in modo da ottenere una cremina molto densa. Aggiungete quindi il resto del latte e portate a bollore fino a quando non avrà raggiunto la consistenza desiderata.

Anche qui decorate a piacere la confezione. Qui trovate il biglietto di auguri e la ricetta per preparare il preparato fatto in casa.




Zucchero all'arancia
Cosa serve:
- 3 arance
- 200 g di zucchero di canna

Come si fa:
Grattugiate con cura la scorza delle arance, cercate di recuperate tutta la parte arancione. Mettete le scorze grattugiate sul termosifone e lasciate che si secchino per una giornata. Non fate come in tante ricette che dicono di mettere la scorza in forno per 4 o 5 ore! Alla faccia del risparmio energetico. 

Una volta che si è seccata la buccia, mettetela in un piccolo tritatutto o in un macinacaffè e cercate di ridurla in polvere quanto più vi è possibile. Eventualmente finite il lavoro a mano in un mortaio. Quindi mescolate con cura la polvere allo zucchero affinché sia un composto il più possibile omogeneo. 

Decorate con ciò che avete in casa. Qui potete scaricare il biglietto da allegare con la ricetta da fare in casa.





Zucchero alla vaniglia


Cosa serve:
- 2 bacche di vaniglia di ottima qualità (o almeno 3 di quella che trovate al supermercato)
- 300 g di zucchero semolato

Come si fa:
Aprite le bacche e grattate i semini, metteteli in un barattolo. Aggiungete lo zucchero e mescolate con cura in modo da rendere omogeneo il composto. Sentite il profumo che sprigiona ed, eventualmente, aggiungete ancora vaniglia.
Ve lo immaginate questo zucchero nella cioccolata calda?

Decorate con ciò che avete in casa come la fantasia vi suggerisce.
Qui potete scaricare il biglietto da allegare con la ricetta da fare in casa.







NB: sia questa ricetta che la precedente sono state prese dalla rivista "Cucina Naturale" di dicembre, vi segnalo che nel prossimo numero ci sono dolcetti fai da te per la festa della befana.



Astuccio Fai da Te
Questo è un po' più complesso, ma vi assicuro che è facile, non ci si mette più di una serata. Per un bambino o una bambina che vanno a scuola, però, è un regalo fantastico. Ma credo anche per un adulto a cui è utile (credo basti scegliere i tessuti giusti). 


Servono:
- feltro con colori a scelta
- filo colorato abbastanza spesso
- 1 cerniera (io ho usato quella da jeans, ma va meglio anche una più leggera)
- macchina da cucire
- ago e filo

Come si fa:
Tagliate un rettangolo di feltro la cui lunghezza determinerà quanto diventerà grosso l'astuccio (la capienza), mentre la larghezza sarà il riferimento per capire quanto sarà lungo, cioè se vi staranno matite, penne e righelli lunghi. Con questo feltro fateci un tubo, vi serve per fare i lati che saranno in sostanza due cerchi: prendete il tubo (potete metterci degli spilli o tenerlo con le mani), poggiatelo sul feltro dalla parte del lato e con la matita disegnate i bordi del cerchio. Fatene due. Ritagliateli e metteteli da parte. 

A questo punto viene la parte più difficile: l'applicazione della cerniera.
Chiedo l'intervento dei Elena affinché faccia un post per spiegare al mondo intero come si applica una cerniera!

Io ci ho provato, il risultato è buono, ma non saprei bene come dirvi di fare. Diciamo che:
- ho applicato la cerniera ai due lati lunghi del feltro (in modo che si unissero) con degli spilli
- cucito a mano velocemente con il filo da imbastitura
- ripassato con la macchina da cucire accompagnata da non so che mano santa che è riuscita a farmi cucire tutta la lunghezza

Insomma tirando e allungando sono riuscita a ottenere un tubo chiuso da una cerniera.

Adesso bisogna applicare i lati: l'ho fatto con un punto particolare che uso anche per rilegare i libri (magari facciamo un post apposito?). Ho sistemato il cerchio di feltro come dovrebbe essere applicato alla fine (lo tenevo con le mani, ma forse va bene anche uno spillo) e poi ho iniziato a passare ago e filo in modo da ottenere una cucitura alternata, un punto da un lato un punto dall'altro, si entra da un lato e si esce dall'altro, cercando di ottenere punti della stessa lunghezza, omogenei. Arrivati alla fine si torna indietro utilizzando gli stessi buchetti fatti all'andata. Con lo stesso punto in questo modo si vanno a coprire i punti mancanti e alla fine si ottiene una cucitura completa molto carina. Utilizzate un filo un po' spesso ma non troppo, anche l'ago dovrà essere almeno di quelli da imbastitura, ma non deve essere troppo grosso, perché se no non passa nel feltro. Per riuscire a far uscire l'ago alcune volte ho dovuto utilizzare una pinza!



Sistemati i due lati l'astuccio è fatto! Ora possiamo pensare a come decorarlo: io ho semplicemente applicato dei bottoni a forma di fiore e una letterina (l'iniziale della bambina a cui l'ho regalato, Beatrice). Questi decori li ho potuti applicare anche ad astuccio fatto, ma se sono cose particolari forse conviene farli prima di tutto, ancora prima di applicare cerniera con il feltro steso. 

Infine ho applicato una striscia di feltro doppio su un lato per farci una "maniglia". L'ho cucita sugli stessi punti già presenti sui lati, così non si vede tanto la cucitura.Ho applicato un fiorellino di DePuRiAmo sulla cerniera per completare e messo qualche colore dentro l'astuccio.


Ecco, astuccio pronto da regalare. Se cambiate colori, dimensioni e decori, riuscite ad ottenere un astuccio personalizzato per qualsiasi situazione.

 
Qui potete scaricare il biglietto da allegare al regalo con le istruzioni per realizzare l'astuccio.



Domanda: 
perché DePuRiAmo ci propone di allegare sempre il biglietto con la ricetta/istruzioni per farsi da sé il regalo? Se non lo metto ci faccio anche una più bella figura, mi tengo il segreto e ho sempre un'arma infallibile per fare un regalo d'effetto. 

No.
Questa è una visione cieca.
La condivisione del sapere è il più bel regalo che possiamo fare agli altri e a noi stessi.

Piano: non sto dicendo che chi scrive libri e manuali dovrebbe regalarli, è diverso anche perché lì si sta regalando prima di tutto la facilità di accedere a delle informazioni strutturate, ragionate e facili da assimilare. Spesso ciò che troviamo nei libri è rintracciabile su internet, ma ci vuole costanza, pratica e tanta pazienza. 

Sto parlando del saper fare quotidiano, quello che può facilitarci la vita, darci dei vantaggi per vivere meglio, con meno spese e maggiore qualità, salubrità, ecc. Insomma, ciò che noi abbiamo definito DePuRiAmo. Proprio a questo scopo è nato questo blog: la condivisione del sapere, solo attraverso questo passaggio di conoscenza possiamo diffondere un nuovo modello di vita, possiamo offrire dei suggerimenti, degli spunti di riflessione che possono realmente cambiare il mondo. Per tutti, e noi stessi ne saremo i beneficiari.
Se teniamo tutto per noi, certo, ci sentiremo bravi e forti, colmi della nostra conoscenza, ma saremo soli con il nostro sapere. 

Condividere, sperimentare insieme, unisce le persone, le rende più umili e più umane, rende più facili i rapporti perché spariscono i guru e quei sentimenti di sottomissione psicologica che spesso conducono le persone a seguire od odiare ciecamente altre persone. 
In questo momento di grandi cambiamenti sono proprio i rapporti tra uomini e donne la vera ricchezza, il vero capitale su cui investire: da soli non saremo mai capaci realmente di bastare a noi stessi, di essere autosufficienti. Condividendo, scambiando, confrontandosi, vivendo insieme, invece, possiamo veramente costruire una comunità (reale, ma anche virtuale, perchè no?) capace di essere forte e viva, in ogni situazione.  E questo non vuol dire che spariranno le "persone brave in qualcosa". I talenti esistono e, quando sono reali e non vestiti di cecità, saranno amati e ricercati da tutti. D'altra parte, nessuno può fare tutto, no?

E poi, se ci pensiamo, la conoscenza è DePuRiAmo: è Denaro, Pulito, Rigenerato con Amore. E' un vero tesoro.

lunedì 13 dicembre 2010

mercoledì 8 dicembre 2010

8 dicembre

Oggi è l'8 dicembre. Per il Cattolicesimo è la festa dell'Immacolata Concezione (un dogma secondo cuila Madonna è nata senza peccato originale). Sia che siamo atei o credenti, questa ci ricorda che stanno per arrivare delle giornate di festa.  E io direi che è il caso di prepararci. 

Se è vero, infatti, che nel quotidiano cerchiamo di non sprecare ciò che di prezioso abbiamo per dei surplus, durante le feste sentiamo un vero e proprio imperativo a realizzare qualcosa di ricco. Qualcosa che sia in grado di sottolineare la gioia del momento. Il Natale, con la rinascita della speranza, è forse il momento più importante: l'uomo rinizia ad alzare la testa. 

Questo è valido anche cucina. Gli impasti accoglieranno le proteine animali, preziose come non mai soprattutto in un periodo di buio com'è l'inverno, e ospiteranno la dolcezza di zucchero, frutta essiccata e miele quasi a significare sia la giusta ricompensa per aver mantenuto viva la speranza sia a dare l'energia per andare avanti fino alla primavera.

Per l'occasione, Claudia di Roma ci ha mandato la sua ricetta dei frollini: biscotti fantastici da inzuppare nelle merende di festa con il caffè, il tè, l'orzo o, ancora meglio, una dolcissima cioccolata!

Ecco la ricetta:

- 250 g farina (io uso la 0)
- 40 g fiocchi di avena macinati
- 40 g farina di grano saraceno
- 80 g burro
- 100 g zucchero di canna
- 1 uovo
- 80g latte intero
- 1 bustina di lievito per dolci o cremor tartaro
- 1 pizzico di sale
- zucchero di canna per decorare

Preparazione:
Mescolare il burro morbido e lo zucchero, unendo successivamente tutti gli altri ingredienti e per ultimo il lievito. Stendere l'impasto, che avrà la consistenza di una pasta frolla un po' elastica, a uno spessore dai 3 ai 7 mm. Tagliare nella forme desiderata, spolverizzare con cristalli di zucchero di canna pressando un po' con le dita, in modo che rimangano attaccati anche quando i biscotti sono cotti, e cuocere a 180° per 20-25 minuti.


Io non avevo burro, quindi l'ho sostituito con 50 ml di olio e ho usato lo yogurt al posto del latte perchè mi era venuto un po' troppo liquido (mannaggia anche alle diavolerie dei negozi di alimenti naturali, ma uno yogurt normale, no???). Sono venuti buonissimi, si inzuppano che è una meraviglia. Per farci la colazione dei giorni di festa sono fantastici.
Grazie Claudia!

Se riesco, in giornata metto le foto!  

Dicembre: cosa si festeggia?

In DICEMBRE nella cucina di DePuRiAmo c'é:
Frutta - arance, cachi, fichi, kiwi, mandarini, pompelmi, melagrane, mele, pere, mandorle, nocciole, noci
Verdura - broccoli, cardi, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolini di Bruxelles, cicoria, valeriana, finocchio, patate, porri, scalogni, sedano rapa, spinaci, topinambur, verze



Quando è buio, se tieni gli occhi chiusi per paura, non puoi vedere nulla. Ma se hai il coraggio di aprirli, e guardare cosa c'è nell'oscurità - anche se sai essere tenebrosa, puoi avere la fortuna di incontrare una luce. E il buio inizia a scomparire. 

È questo il Natale. 
Nel buio dell'inverno, nelle giornate corte, grigie e sterili che stiamo vivendo in questi giorni, l'uomo - che conosce le stagioni e avverte dentro sé lo scorrere del ritmo della natura - sa che se guarda bene, con fiducia nel futuro, riuscirà sempre a vedere una luce. Una piccola stella, un fievole bagliore da scoprire e accendere. Perché se c'è la luce, vuol dire che il buio sta per scomparire, e se il buio scompare significa che c'è spazio per la vita.

Nella tradizione pagana, il Natale era la festa della Luce e coincideva con il solstizio invernale. Era il cosiddetto "Dies natalis Solis Invicti", il giorno della nascita dell'invincibile Sole, una tradizione nata probabilmente in Egitto e in Siria e che acquisì importanza durante l'Impero Romano e in particolare con il dio Mitra (poi c'erano anche i Saturnali in cui ci si scambiavano regali, gli schiavi erano temporaneamente pari e le feste erano così intense che spesso si trasformavano in orge ...potenza della luce!). Lo stesso Costantino, l'imperatore che abbracciando la fede cristiana nel 330 d.C. convertì tutto l'impero, fece coincidere i festeggiamenti legati alla natività di Gesù con la festività della nascita di Sol Invictus. Trasformò, così, il "Natale Invitto" (mai vinto) nel Natale cristiano.

La simbologia è molto affine: è il ritorno della luce, della speranza, invincibile perchè ritorna sempre, e con essa la vita. La morte è solo temporanea: così nella tradizione cristiana che ha il suo apice nella morte e resurrezione della Pasqua, così nella natura che in inverno sembra morire sotto i colpi del freddo lasciando l'uomo solo e privo dei frutti della terra, per poi ritornare in primavera, rigogliosa, forte e ricca di ogni tesoro. Dal 21 dicembre, giorno del solstizio d'inverno in cui avremo il giorno più breve dell'anno, il buio piano piano dovrà farsi da parte. Le giornate - se sapremo stare attenti - inizieranno gradualmente ad allungarsi e la luce ritornerà a essere nostra compagna e guida.

Il Natale ci ricorda che dobbiamo avere fiducia nella grande Madre Terra: se la conosciamo, sappiamo che il ciclo della vita è questo e che obbligatoriamente passa per l'oscurità per risorgere e portare la luce. 


Se lo sappiamo, però, perché aspettare di vedere la luce? Accendiamola noi.



Questa è la mia corona di Natale.
Riprende la corona dell'Avvento cristiana: ha 4 candele e per le 4 domeniche che precedono il 25 dicembre se ne accende una. La luce luce, in questo mese, piano piano si fa più forte fino a brillare al massimo splendore. Come un piccolo sole invincibile che è nato dentro casa.

La corona è stata fatta con rami di abete e pigne raccolte in montagna la scorsa domenica, mentre le decorazioni sono: lana cardata di avanzo, qualche nastrino rosso di recupero, dei brillantini caduti da una candela, una spiga reduce di un pacco, una luna in creta che mi aveva regalato il fratellino di un'amica 15 anni fa (mai usata, forse aspettava questo momento?) e altre cose di recupero. Le candele le avevo a casa e sono spaiate. Nella foto mancano le fette di un mandarino che si stanno seccando sul termosifone. 
Per fare la corona ho semplicemente formato un cerchio con i rami di abete legati con del fil di ferro, le candele stanno in mezzo unite con un fiocco bianco, e tutta la corona poggia su nientepopodimenochè ...un piatto di una teglia per torte rotonda. 

Come dire? Si fa con quel che si ha, basta metterci un po' di fantasia e tutto diventa stupendo. Con i bimbi, poi, può capitare di avere le decorazioni più svariate (cagnolini, gattini, caprette, ecc.) oppure di subire dei furti (la spiga di grano prima ha viaggiato per tutta la casa poi è giunta nella bocca del cane... nelle foto non si vede bene, perchè non ha più gambo!).

Buon Dicembre a tutti!

Ripartiamo da Zero



MovimentoZero di Massimo Fini



La Decrescita, verso una società equa, sostenibile, partecipata


Un lento, graduale, progressivo ritorno a:
• una vita sostenibile
• una partecipazione alla vita
• un contatto con la realtà
• un dialogo con la terra
• un sogno di serenità

(NB: DePuRiAmo non fa politica, ma cerca idee nuove e spunti di riflessione continui, da qualunque parte essi provengano)